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DISTURBI DELL’UMORE

I disturbi dell’umore, noti anche come disturbi “affettivi”, rappresentano una pluralità di sindromi in cui il soggetto paziente vive una grave alterazione del tono dell’umore, inteso come stato emotivo interiore. Per poter meglio inquadrare dal punto di vista diagnostico il disturbo dell’umore è indispensabile che quest’ultimo sia contraddistinto dal carattere della persistenza nel tempo che comporti una durata significativa e quasi permanente dello stesso. La cura per tale disturbo può essere assicurata mediante una terapia farmacologica oppure attraverso una terapia psicologico-comportamentale da parte del terapeuta che indirizzi il paziente verso una maggiore, se non piena ed assoluta, consapevolezza del principio di realtà. In questa maniera l’individuo paziente limparerà a concentrarsi sugli stimoli esterni circostanti provando a ridurre progressivamente l’attenzione spasmodica che riserva alla sua condizione umorale e ad i mutamenti improvvisi ed inaspettati del suo stato d’animo. Il fatto che il paziente elucubri ulteriormente sul cambiamento drastico o graduale del suo umore senza un “filtro” adeguato tra ciò che pensa o che gli capita e quello che prova sotto il profilo emozionale sfocerà poi inevitabilmente in un vissuto di confusione emotiva nella quale non sono ben chiari i nessi di causalità che occorrono invece al fine di avere bene in mente il cosiddetto “principio di realtà”. Subentra, nel caso di eccessivi ragionamenti e riflessioni atte a comprendere la ragione di tale volubilità, una sorta di meta-pensiero controproducente e negativo, in quanto il soggetto pensante non solo è vittima del suo umore altalenante, ma elabora le congetture (altri pensieri collaterali) per risolvere il problema senza rendersi conto che non sta agendo in maniera propositiva cercando di identificare il suo malessere nella sua incapacità di “mediare” tra le circostanze esterne reali ed il suo vissuto interno, bensì focalizzando tutte le sue attenzioni su se stesso. I disturbi dell’umore sono un insieme di patologie tra loro differenti, ma caratterizzate dalla riconducibilità di tutte a sintomi specifici, concernenti in prevalenza un tono dell’umore instabile ed imprevedibile che provoca nel paziente un accentuato senso di disagio psichico, con effetti e conseguenze per chi lo prova di difficoltà e problematiche nella gestione della socialità e delle relazioni interpersonali, oltre a quelle intrapersonali, come già descritto in precedenza. Le alterazione del tono dell’umore sono principalmente caratterizzate da una tripartizione: ovvero la depressione, con tristezza permanente, calo drastico dello slancio vitale e dell’azione ed idee per lo più negative; le manie, contraddistinte da una euforia ed un’energia eccessive investite in pensieri o azioni ripetitive volte ad ottenere l’illusione di una maggiore sicurezza. Queste comportano in taluni casi un’accelerazione della velocità del pensiero con conseguenti risvolti patologici come i deliri. Infine vi è l’umore misto, o disforico, con la compresenza concomitante di sintomi depressivi e altri maniacali.